OGGI ALLE ORE 18:00

L’orientamento scolastico tra ansie dei genitori e offerta formativa.

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Incontro/ dibattito sul tema dell’orientamento scolastico.

 

A PROPOSITO DI ORIENTAMENTO

Il tema dell’orientamento riveste per il CGD, da sempre, particolare importanza nella convinzione che tale strumento possa risultare prezioso per i soggetti in crescita, se usato in modo appropriato, per l’elaborazione di un proprio progetto di vita. Per questo vogliamo riprendere i contenuti della lettera, inviata ai genitori sul tema ai genitori dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, evidenziando alquanti limiti: ha caratteristiche di una roboante e goffa propaganda, è una captatio benevolentiae per famiglie, nella veste di elenco per opportunità di lavoro territoriali.
L’idea di fondo è quella di una scuola che semplicemente, in modo meccanico, impersonale e sterile, addestri al lavoro ignorando ogni aspetto pedagogico e la valorizzazione delle specifiche competenze e aspirazioni di ogni studente.
Stilare un mero elenco di professioni da scegliere, suggerisce anche un’eccessiva ed inverosimile certezza sugli scenari futuri per il mondo del lavoro, panorama dominato invece da complessità e mutamenti impossibili da profetizzare e definire con largo anticipo.
Non è questo l’orientamento educativo affidato istituzionalmente alla scuola poiché esso si discosta nettamente da ogni forma, esplicita o implicita, di addestramento al lavoro, ma si propone di formare soggetti capaci di riconoscersi parte attiva delle proprie scelte di vita.
Il ministro non scrive alle famiglie: fate studiare i vostri figli, se avranno bisogno dello Stato per arrivare ai più alti livelli dell’istruzione noi ci saremo.
Scrive dov’è che si guadagna meglio accanto a casa. Combatte i grandi cervelli in fuga in cerca di possibilità dignitose fuori dai nostri confini suggerendo di studiare “quanto basta” per quello che ci offre il mercato.
L’orientamento che emerge dalla lettera è quello tipico di un ufficio di collocamento che guarda all’offerta dei lavori disponibili oggi nel suo territorio; se sono lavori poveri di sapere cerca giovani con saperi poveri. Ma al paese serve tutt’altro.
Orientare significa garantire gli strumenti per acquisire la conoscenza di sé e quindi delle proprie attitudini, sviluppare atteggiamenti costruttivi nel rapporto con gli altri e con il mondo. Solo così si sviluppa nei giovani la capacità di operare scelte consapevoli sul proprio futuro.
13/01/2023